• Spitz Parkli – Atelier

    Spitz Parkli non é solo una mostra (ancora visitabile), ma é stato anche una domenica di atelier: per bambini, ma anche per adulti – E ovviamente quello per adulti é stato il laboratorio più affascinante, osservando come da un foglio di carta, una foto Instax e qualche ritaglio di stoffa si possono creare nuovi personaggi.

    Il racconto del laborioso é qui, nella FLUX_004

  • 57 minuti
    Marché du Livre – Paris

    È il tempo esatto trascorso tra il primo e l’ultimo scatto di questa mattina al Marché du Livre. Nel nuovo capitolo del mio progetto FLUX, la sequenza inalterata di 36 immagini cattura una parentesi di gesti lenti e sguardi assorti.

    La zine, intitolata Memorie di Carta, raccoglie la quiete di chi cerca, sfoglia e si perde tra i volumi usati sotto le tettoie del mercato. Nessun attrito editoriale, solo il flusso cronologico e naturale di un’ora di flânerie, per documentare il rapporto intimo e silenzioso tra i passanti e la carta stampata.

    Per catturare questa parentesi ho scelto un setup essenziale: la piccola Olympus PEN E-P5, alternando le visioni d’insieme del Lumix 20mm ai dettagli isolati da una vecchia lente Konica 100mm.

    Download FLUX_004

  • Spitz Parkli

    “Cui sesto tu? No sarstu righe un monstri?”

    “Po si’ po! Jo o soi Spitz!”

    C’è una fascinazione sottile che si innesca quando le antiche voci delle montagne risuonano nel cuore di una metropoli.Queste parole evocano lo Spitz Parkli, il nome che a Pontebba e nelle valli friulane viene dato ai Krampus, le creature dai volti sporchi di cenere e dalle piccole corna che emergono dai boschi per accompagnare San Nicolò. Sono figure in bilico tra il demoniaco e il protettivo, custodi di un folklore alpino e di una magia boschiva profondamente radicati.

    Ieri sera, questa memoria selvatica ha trovato casa nel Marais, a Parigi. Alla libreria italiana La Tour de Babel, insieme a EFASCE, abbiamo presentato la mostra “Créatures Fantastiques” dell’illustratrice Federica Pagnucco. Le sue opere, che potrete scoprire per tutto il prossimo mese, non sono solo illustrazioni, ma varchi visivi che traducono il mistero delle valli in arte tangibile.

    Parlando con Federica durante la serata, mi ha consegnato una riflessione che racchiude il senso profondo di questo incontro:

    «Abbiamo tutti bisogno di storie e di sogni».

    Ed è proprio così. Ascoltare i racconti delle antiche tradizioni friulane, tramandate oralmente di generazione in generazione, mentre la vita parigina scorreva oltre le vetrine, è stata una conferma. Una vera flânerie non è solo un cammino fisico per le strade della città, ma anche un viaggio intimo e necessario nei boschi dell’immaginazione.

    Se siete a Parigi andate a visitare la mostra.